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Beni Architettonici

U.O. 3

Ex Convento dei Cappuccini e annessa Chiesa di S. M. degli Angeli

Epoca: Secolo XVI
Comune: Alì
Ubicazione: C/da Ariella- Piazza cappuccini
Autore: Maestranze locali
Proprietà: Comune
Vincolo : D.A. 5430 del 26.02.1997

Ex Convento dei Cappuccini e annessa Chiesa di S. M. degli AngeliL’Ex complesso conventuale di "Santa Maria degli Angeli" viene edificato, per volere di Padre Girolamo da Città di Castello nel 1574, con le elemosine dei fedeli, i quali stabiliscono di tassarsi annualmente, secondo le proprie possibilità. Il piccolo centro d'Alì, per tutto il secolo XVI, conosce un periodo di grande sviluppo economico, edilizio e demografico: viene edificato, oltre al convento dei cappuccini, anche l'attuale Duomo dedicato a Sant'Agata.
La chiesa non è coeva al convento ma venne eretta nel 1589, contestualmente all'ampliamento dell’edificio esistente. Poco si conosce delle vicende costruttive del complesso conventuale per i successivi tre secoli ma da una lettura delle murature si reputa che l'organismo architetonico non abbia subito grandi trasformazioni.
Nel 1868 il convento, che è già abbandonato dai religiosi e sconsacrato, viene venduto alla famiglia Davì mentre la Chiesa viene acquistata dalla famiglia Broccio nel 1901.
Agli inizi degli anni 20 il plesso monastico è in pessimo stato di conservazione. Sul finire degli anni '90 il Comune decide di acquisire l'intero complesso con l'intento di salvaguardarlo e provvede a consolidare e restaurare la chiesa.
Alla chiesa si accede attraverso un bellissimo portale architravato in pietra rossa locale, preceduto da un endonartece coperto da una volta a crociera con due ingressi, ad arco a tutto sesto, in mattoni. I due ingressi laterali, nel tempo, sono stati chiusi con una muratura in pietrame e malta.
La chiesa, a pianta rettangolare ad unica navata, presenta lungo le pareti laterali tre altari incassati nello spessore della muratura; il presbiterio è separato dalla navata da un arco trionfale a tutto sesto in muratura di mattoni con chiave di volta in pietra lavorata ad altorilievo.
Sul lato destro della chiesa vi sono cinque massicci contrafforti in mattoni, chiusi superiormente da volte a crociera. Alcuni spazi, tra un contrafforte e l’altro, sono stati successivamente tamponati per ricavare degli ambienti che si reputa dovessero servire come depositi. Al di sopra di questa struttura massiccia, attiguamente alla parete della chiesa, si susseguono una serie di vani che, forse, dovevano servire a le celle dei frati.
Il convento, presenta uno schema planivolumetrico molto articolato suddiviso in una complessa rete di ambienti di varia dimensionedisposti intorno alla chiesa ed al retrostante chiostro.
Sul lato Nord del convento fuoriesce un corpo di fabbrica, ad un solo piano fuori terra, che doveva essere adibito a refettorio. Su una parete esterna del fabbricato si trova un piccolo bassorilievo raffigurante un volto barbuto, dalla cui bocca doveva zampillare dell' acqua che si versava in una vasca oggi inesistente.
La seconda elevazione del corpo di fabbrica meridionale è ritmata da finestre rettangolari sottolineate da cornici lapide. Addossati alla parete settentrionale della chiesa, vi sono altri corpi di fabbrica costruiti, in varie epoche.


 

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Alì - cfr. all'URL

Il nome Alì, per taluni, ha origine greca, da Elim, in riferimento alla colonia greca Elide, da dove sarebbero venuti i fondatori del paese. Per altri, ha origini musulmane e sarebbe un omaggio al Califfo Alì, genero di Maometto.
Il paese, fondato nel 638 a.c. sul pianoro Mollerino, dai coloni dell’Elide, ricadeva nel territorio di Zancle Messana, ma i primi abitanti, tormentati dalle incursioni dei pirati, si trasferirono molto più in alto, sul Monte Scuderi, da dove, a causa del rigore del clima, poi si allontanarono stabilendosi nel sito attuale.
La sua impostazione urbanistica presenta due nuclei, l’insediamento di probabile ascendenza islamica, sulle pendici meridionali del Monte S. Elena, e l’espansione tardo-cinquecentesca, sull’altura collinare orientale, dove, nell’anno 1574, era stato costruito un convento dei frati Cappuccini.
Alì conobbe nei secoli XVI e XVII un periodo di notevole floridezza economica ed artistica che portò ad una grande fioritura di monumenti, tutti inquadrabili nella corrente chiamata Manierismo e che vede in Alì un centro significativo, perché qui, mista alla cultura decorativa locale, si espresse con un lessico particolare.


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