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DI MESSINA

Territorio provinciale di competenza

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Antillo

Antillo

  Antillo

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Antillo - cfr. all'URL

“Chi, dopo l‘alba, dal Santuario della Madonna dell’Aiuto o scendendo dal Monte Kalfa verso Limina, cerca Antillo, lo scorge lontano, giù, adagiato nella parte terminale della Valle d’Agrò, sul declivio di un caratteristico monticello della catena dei monti Peloritani, addormentato, sonnolento, ancora stanco; chi arriva, per la provinciale, da S.Teresa di Riva o da S. Alessio Siculo, lo trova, improvvisamente, al suo cospetto, poco distante, per buona parte sotto il livello del piano stradale ed a circa trenta metri di altitudine dal greto torrente Agrò, silenzioso, apparentemente poco attivo, a seconda dell’ora e della stagione.
Il nome “Antillo” pare possa, etimologicamente, provenire dalla lingua latina (Ante-illum= avanti di quello: riferito a Casalvecchio; Tantillus= piccolino= tantiddu o anche senza la T= Antiddu).
Topograficamente Antillo è posto ad una altitudine media di m.480 s.l.m., con una parte esposta ad est e l’altra ad ovest.
L’abitato copre le pendici di una collina che, nella parte alta, può essere definita monte e che è sormontata da una maestosa roccia, quasi verticalmente squarciata, accolta nello stemma del Comune, anche se presentata da un’angolazione secondaria. Tale sommità rocciosa prende il nome della sottostante contrada Castello ed è perciò chiamata “Rocca Castello”.
Caratterizzato da un suolo prevalentemente collinare e montuoso, ricchissimo di ambienti boschivi di particolare pregio e di scenari cromatici di suggestiva bellezza, il territorio del Comune di Antillo coincide con il S.I.C. ITA030019, sito di importanza comunitaria denominato “Tratto montano del bacino della fiumara d’Agrò”. Perciò, questo prezioso patrimonio ambientale merita di essere meglio conosciuto per preservarlo, con maggiore efficacia, dal rischio di disboscamenti selvaggi, incendi dolosi e dissesti idro-geologici.

I Monumenti
Passeggiando per il centro abitato ci si può imbattere nel Monumento ai Caduti, imponente opera architettonica di impronta classica, costruita dalla comunità antillese, quale segno di riverenza e gratitudine nei confronti degli eroici figli di Antillo che si sono immolati per il bene e la gloria della patria. L’opera, inaugurata nel 1960, è stata realizzata dalla civica amministrazione per soddisfare le istanze dei cittadini che chiedevano la realizzazione di una struttura monumentale per onorare la memoria dei Caduti. Fu in seguito arricchito di vari cimeli bellici.
Il Monumento all’Emigrante dedicato a quegli antillesi che hanno dovuto abbandonare il paese in cerca di miglior fortuna; la fontana Acqua Vena, realizzata nel lontano 1894, per soddisfare le richieste dei cittadini i quali richiedevano una sorgente per attingere l’acqua e per abbeverare gli animali. La caratteristica singolare della fontana risiede nel cosiddetto “mascherone” da cui sgorga l’acqua che ritrae il Sindaco del tempo.


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