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Barcellona P.G.

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Beni Architettonici

U.O. 3

Grotta di Santa Venera


Epoca: Presumibile 1718
Comune: Barcellona Pozzo di Gotto
Ubicazione: L.tà Santa Venera- Strada Comunale Gala
Autore: Maestranze locali
Proprietà: Privata
Vincolo : D.A. 6570 del 23.05.1996


Grotta di Santa VeneraTempio di S. Venera, probabilmente di epoca normanna, è legato alla cultura basiliana ed è dedicato a Santa Venera da Gala. Esso venne costruito davanti ad una grotta naturale dove, secondo una leggenda, sarebbe vissuta la Santa. Nella grotta, che altro non è se non una chiesa rupestre a pianta trilobata, secondo il modello bizantino, è presente anche un altare in pietra dove era posto un ritratto della Santa su ardesia con una scritta in latino riportante la data del martirio: 26 luglio del 920.

Il Tempio è una costruzione a pianta quadrata, sormontata da una cupola ottagonale impostata su nicchie angolari, secondo un principio costruttivo che trae origine dall'architettura armena del VII secolo. Detta cupola è sormontata da un lanternino. Al centro della chiesetta è ubicata la statua della Santa con in mano la palma del martirio. Il portale è sormontato dallo stemma basiliano mentre ai lati sono poste due statue in calcare cristallino che rappresentano San Pietro e Paolo scolpite dallo scultore Paulu Greco. Nella Chiesetta i monaci basiliani sino al XVIII sec. celebravano la messa in rito greco-bizantino.

L'epoca di edificazione del tempio è controversa. E' certo che la grotta, come luogo di culto dedicata a Santa Venera, è citata in un diploma del XII secolo, e apparteneva al monastero di Gala. Non è dato sapere se il tempio fu costruito nel 1718 dalla famiglia Gregorio, ma, secondo alcuni studiosi, si tratterebbe di una ricostruzione realizzata sul modello di una cappella analoga più antica. Verosimilmente la famiglia Gregorio fece abellire con un portale d'ingresso il tempio preesistente, dato che lo stile è completamente diverso da tutto il resto. E' possibile pertanto che si tratti di un edificio originale di epoca bizantino-normanna e la data, 1718, è da riferire alla costruzione del portale in pietra da taglio, arricchito dalle statue di Santa Venera e dei Santi Pietro e Paolo. All'interno, proprio all'imboccatura della grotta, si notano tre archi in mattoni la cui struttura ha fatto presupporre a vari studiosi che si tratti della parte superstite di una chiesetta bizantina poi trasformata nella forma attuale. Nel 1970, durante alcuni scavi all'interno, furono rinvenuti frammenti di ceramica, resti di pavimenti in argilla e un'acquasantiera del XII secolo. Ciò dimostra che il luogo è stato certamente utilizzato e trasformato nei secoli. Accanto alla grotta sono presenti degli antichi edifici con una torretta, la cui costruzione si è stratificata nei secoli. Forse per qualche periodo sono stati adibiti a convento dai monaci basiliani.


Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Barcellona P.G. - cfr. all'URL

La città, nata dall'aggregazione dei diversi centri abitati sparsi nella pianura e sulle colline, prende il nome dall'unione di Barcellona e Pozzo di Gotto avvenuta con Decreto n° 1562, datato Napoli 5 gennaio 1835 a firma del Re delle Due Sicilie Ferdinando II.
Il suo territorio si stende dal mare ai contrafforti dei monti Peloritani e questo ha reso possibile una diversificazione di produzioni agricole al passo con le esigenze dei tempi; la sua posizione geografica ne ha fatto, con il resto della pianura che si stende fin oltre Milazzo, la naturale sede per le attività industriali di trasformazione dei prodotti agricoli, come testimoniano ancora oggi alcuni stabilimenti per la lavorazione degli agrumi ed il fatto che l'attuale sede del Liceo Tecnologico è stata in passato la sede della "Manifattura dei Tabacchi".
Barcellona e Pozzo di Gotto furono originariamente due distinti comuni. Anticamente, il primo costituiva un casale della città di Castroreale, mentre il secondo era alle dipendenze della vicina Milazzo.
Affrancatisi entrambi, Pozzo di Gotto divenne città libera con contratto vicereale del 22 maggio 1639: ebbe il suo stemma che rappresentava l'aquila reale ad ali spiegate sull'orifizio di un pozzo col motto " Libera et realis Civitas Putei de Gotho "; la scelta di tale stemma richiamava le vicende eziologiche del nuovo municipio, giacché l'immagine del pozzo evocava la memoria di quello fatto costruire dal nobile messinese Nicolò Goto, attorno a cui nacque il primitivo villaggio.
Barcellona fu elevata a Comune nel 1815 per deliberazione del Parlamento siciliano, ma ebbe la designazione definitiva dei suoi territori solo col Real Rescritto del 28 febbraio 1823. I due comuni limitrofi, divisi solo dal torrente Longano, ma congiunti già per posizione ed interessi sociali ed economici, si unirono in unica città, per unanime consenso dei rispettivi collegi decurionali, nel 1835 con un Real Decreto, la cui esecuzione fu sancita il 1° giugno 1836.
Anche lo stemma fu unico e fu costituito da uno scudo spaccato: la parte superiore, partita, presenta, a sinistra, un'aquila svolazzante che esce dal pozzo , insegna di Pozzo di Gotto, a destra, un dio fluviale, personificazione del Longano, già stemma di Barcellona; nella parte inferiore due mani che si stringono stanno a simboleggiare la fratellanza dei due comuni unificati.


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