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Montalbano Elicona

Montalbano Elicona

  Montalbano Elicona

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito della Città Metropolitana - cfr. all'URL

Centro agricolo delle Caronie settentrionali Montalbano Elicona sorge sulla sommità di un colle a circa 900 metri sul livello del mare. Sull'etimologia del nome "Montalbano" sono state avanzate diverse ipotesi anche se si tende a ritenere più attendibile quella secondo cui, la denominazione derivi dalla voce saracena "Mont'Alban". Nel 394 a.C. il nome verrà denominato Elicona dai Dori che credevano di ravvisarvi l'"Elikon" greco anche se quest'appellativo verrà aggiunto al sostantivo "Montalbano" solo dopo l'unificazione del Regno d'Italia. L'origine del borgo risale probabilmente alla prima metà del secolo X e ne abbiamo una prima menzione solo nel 1070. Fu possesso demaniale fino al 1177 anno in cui passò agli Alagona. Nel 1233 in seguito ad un'insurrezione del popolo, l'imperatore Federico II di Svevia distrusse Montalbano dalle fondamenta. Il paese venne presto ricostruito e nel 1262 fu dato da re Manfredi a Bonifacio Anglona, sotto il titolo di contea. Il periodo di maggiore sviluppo lo ebbe all'epoca di Federico II d'Aragona che nel 1325 vi fece edificare un castello. L'edificio che conserva poco delle strutture interne originarie e che è stato restaurato di recente è un'ampia costruzione con resti di una torre e una cappella con cupola in stile bizantino. Di notevole interesse artistico la Chiesa Madre, del 1646, dedicata a S.Nicolò di Bari che presenta al suo interno un altare con bassorilievi gagineschi del 1587.
Rilevante a Montalbano Elicona è la produzione delle nocciole, che rappresenta la principale fonte di ricchezza del luogo, e dei formaggi tra cui provole e ricotte. La maggior parte del territorio oltre che da noccioleti è interessata anche da vigneti e da uliveti. Notevole estensione hanno i boschi e i pascoli che consentono un fiorente allevamento bovino e suino. Presente anche l'industria con l'istituzione della C.I.N.I.A.(Cooperativa intercomunale Montana Agricola) addetta alla lavorazione e alla trasformazione delle nocciole e la creazione del complesso industriale S.I.B.A.M. per l'imbottigliamento delle acque oligo-minerali esistenti nel territorio.


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