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Pettineo

Pettineo

  Pettineo

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Pettineo - cfr. all'URL

Le prime notizie storiche su Pettineo risalgono al XIII secolo; si parla di un Casale, villaggio rurale non fortificato. Appartenne a Manfredi Maletta, zio di re Manfredi, parente della famiglia Lancia, potente e ricchissimo.
Con il vespro Pettineo ritornò al demanio regio. Dopo vari passaggi feudali per le note vicende di confische ed alienazione Pettineo passò in dominio a varie famiglie quali Alagona, Cardona, Anzalone, Ferreri, Gomez de Silvera, Lanza, Valguarnera, ed infine ai conti di Prades.

Storia

Situato alle falde del monte S. Cuono sui Nebrodi occidentali Pettineo si presenta come un caratteristico centro collinare delimitato dai fiumi Tusa e Santo Stefano.
Autorevoli scrittori come il Fazello sostengono che Pettineo tra le sue origini dell'antichissima "Pythia", una delle più ricche e famosa città della Sicilia.
Feudo di Manfredi Maletta, nel secolo XII, Pettineo passò sotto Federico II a Francesco Ventimiglia Conte di Geraci.

Chiesa Madre

Dedicata a Maria SS. delle Grazie, edificata nel sec. XVI, ubicata in Piazza Duomo, incorporando elementi di una struttura precedente (portale ogivale lato via S. Marina); rimaneggiata nel sec. XIX; all’interno: pregevole polittico marmoreo del sec. XV; trittico marmoreo di Giacomo Gagini (1517-1598) realizzato nel 1597 un anno prima della morte dello scultore, eseguito in marmo bianco in altorilievo dove sono raffigurati la Visitazione di Maria a S. Elisabetta e Zaccaria nella parte centrale, mentre ai lati vi sono gli Apostoli Giacomo e Filippo, mentre nella predella è rappresentata la Natività della Vergine; dipinti secc. XVII-XVIII; affreschi di Tommaso Pollace 1816; stalli lignei seicenteschi.


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