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DI MESSINA

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Piraino

Piraino

  Piraino

Beni Architettonici

U.O. 3

Villa Germanà o Piccolo

Epoca: Inizio secolo XX
Comune: Piraino
Ubicazione: S.S. 113 Contrada Calanovella
Autore: Maestranze locali
Proprietà: Privata
Vincolo : D.A. N° 5272 del 12.06.1992

La villa, denominata Piccolo o Germanà, è situata fuori dal tessuto urbano, in una zona dominante il tratto di costa compresa fra il paese di Acquedolci e Gliaca di Piraino nota come Costa Saracena prospiciente il mar Tirreno. Non è noto chi abbia progettato questa villa, in un sobrio stile liberty, agli inizi del 900. Il fabbricato si articola su tre elevazioni fuori terra secondo uno schema planivolumetrico irregolare, seguendo il naturale pendio del terreno.
L'organismo edilizio presenta una composizione architettonica basata sulla simmetria dei volumi che, ai vari livelli, si arretrano dando spazio, al primo piano, ad un'ampia terrazza centrale e due laterali al secondo piano.
Il piano terra, a ridosso della Strada Statale, presenta un bugnato interrotto dal portale d'ingresso, posto in posizione mediana del prospetto, e di una serie di altre aperture che danno accesso ad ambienti destinati a magazzini. Le parti arretrate del prospetto sono a mattoni a faccia vista interrotta dalle cornici delle bucature e da fasce marcapiano in pietra.


 

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Piraino - cfr. all'URL

Piraino fu Baronia fin dai primi secoli dopo la conquista normanna e i primi baroni di cui si ha notizia sono stati iPericontati o Pericontado, ma la Baronia di cui si hanno certe notizie storiche è quella dei “Lancia” o “Lanza”, baroni anche di Ficarra, sotto il regno di Federico III (1355-1377).
Pietro Lancia e Moncada tenne la baronia di Piraino fino all’epoca di Re Martino il Giovane, con un breve intervallo di Vinciguerra d’Aragona.
Corrado Lancia fu il successore e quindi, nel 1453, passò al figlio Pietro Lancia Arezzo, che non ebbe prole, motivo per il quale l’erede fu Valore Lancia Arezzo, fratello di Pietro e zio di Corrado.
Nel 1476 troviamo barone di Piraino Guglielmo Raimondo Lancia Moncada, figlio di Pietro; nel 1498 morì, senza figli, Guglielmo, e per questo troviamo il di lui fratello Blasco Lancia Moncada; nel 1513 gli succede il figlio Girolamo Lancia Gaetani.
Ma i Lancia erano una stirpe irrequieta politicamente e socialmente e quindi, ancora una volta, per un breve periodo, furono privati delle loro terre.
In successione abbiamo Blasco Lancia Larcan nel 1557, Girolamo Lancia Cordova nel 1564, Emilia Alliata Lancia nel 1575, Ferdinando Lancia Cordona nel 1582, Francesco Lancia Larcan nel 1596 che nominò suo successore un Prospero Paternò che non s’investì e fece donazione alla di lui moglie Margherita Paternò Corbera nel maggio 1621. Nel marzo 1629, morta Margherita, la baronia passò alla figlia Maria Paternò Corbera.

Le Chiese di Piraino
Essendo piuttosto vasto il territorio del Comune, molte erano le chiese nel passato e molte rimangono ancor oggi; qui verranno citate solo quelle più antiche e più importanti del centro di Piraino.
Per motivi storici, la chiesa più importante è quella di “S. Maria de Medio Augusto” o “de Gratiae”, normalmente conosciuta come “la Batia”, la quale si scorge facilmente dalla strada rotabile in una curva proprio sotto una roccia sulla quale poi comincia ad annidarsi il paese.
Essa trovasi sotto il vincolo della Soprintendenza ai beni culturale di Messina; i primi affreschi probabili del XIII e XIV secolo, già restaurati, si potranno visitare nella chiesa “della Catena”, al centro del paese; altri ancora dovranno essere staccati e restaurati.
La Chiesa Madre o “Santa Maria” trovasi al centro del paese con davanti una piazzetta.
La costruzione attuale risale al 1500; al centro dell’arcata che fronteggia l’altare maggiore è incisa la data 1585. L’impianto originario è a croce latina; mentre una navata secondaria è stata aggiunta nel 1700. L’attuale costruzione è certamente in sovrapposizione alla piccola primitiva Chiesa di Santa Maria di cui si hanno documenti già dai primi anni del 1200.
Essa conserva apprezzabili opere d’arte, argenti ed arredi sacri di notevole ed artistico interesse: una tela dipinta da Rosalia Novelli (1960/1963) riproducente S. Rosalia; un dipinto riproducente S. Nicola di Bari del XV secolo; un dipinto raffigurante S. Francesco di Paola del XVI secolo, un altare con le statue della Sacra Famiglia del 1700; una grande croce lignea con tutti i simboli della crocefissione del XVI secolo; un altare scolpito in legno dorato con dietro un bell’organo dei primi anni del 1600/1700; un altare con urna reliquiaria di S. Bruna dietro un artistico cancello in ferro battuto del secondo 1600 fatto costruire dal Duca Vincenzo Denti: un dipinto raffigurante S. Orsola e le sue ancelle datato 1618, opera del pittore catanese Francesco Ferlito.
In sacrestia sono esposti dipinti in olio di alcuni degli arcipreti di Piraino ed appositi armadi contengono i registri di battesimo, di morte etc. a datare dalla seconda metà del 1500, nonché argenti e paramenti sacri di altrettanto valore artistico del 1660, 1700, 1800.
Attraverso una botola nel pavimento, di fronte all’altare di S. Bruna si accede alle catacombe fatte costruire dall’Arciprete Scalenza nel 1771, oggi perfettamente restaurate, ove sono esposti gli scheletri degli arcipreti.
Altra chiesa di notevole interesse è quella di S. Caterina, situata all’estremo limite del paese, su un’altura che consente una stupenda visione del Tirreno e delle Eolie. E’ chiesa parrocchiale dal 1619, ma il suo impianto, a tre navate, con colonne monolitiche, risale almeno al 1400. Al centro ed in alto è collocata la statua in marmo bianco, di stile gaginiano, di S. Caterina d’Alessandria; la chiesa è cosparsa di opere d’arte, di statue e di tele. Attaccato alla chiesa, a cui si accede attraverso una porta sul lato sinistro, vi è il Santuario del SS. Ecce Homo, la cui pregevole e veneratissima statua viene portata in processione durante una festa celebrata in ottobre.
La chiesa dedicata a S. Francesco è parte integrante del convento dei Minori Osservanti; il complesso architettonico con tutto il chiostro è stato restaurato; nella chiesa, oltre ad altre opere, è conservata una statua gaginiana della Madonna; notevoli sono gli stucchi in gesso del secondo 1600.
La chiesa “del Rosario”, quasi all’ingresso del paese, si chiamò anticamente “della SS. Trinità” e servì per diverso tempo quale chiesa principale; fu incendiata e distrutta nella metà del 1500 durante il corso di una invasione di pirati saraceni. Il suo campanile è quattrocentesco. All’interno, fra le altre opere d’arte, primeggia un sontuoso e artistico altare scolpito in legno, col gruppo della Madonna del Rosario.
La chiesa di S. Maria della Catena si trova più avanti, quasi al centro del paese, non lontana dal palazzo ducale; pur non avendo grandi caratteristiche artistiche, trattasi di una costruzione seicentesca che ha il pregio di custodire, protetti da un impianto di sicurezza, gli affreschi provenienti dalla chiesetta della “Batia”.


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