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Santa Domenica Vittoria

Santa Domenica Vittoria

  Santa Domenica Vittorria

Nella sezione che segue le notizie di carattere storico o leggendario sono estratte in sintesi dai testi pubblicati nel sito ufficiale del comune di Santa Domenica Vittoria - cfr. all'URL

Il territorio feudale di Santa Domenica in origine non fu che una parte del territorio feudale di Roccella, e ne seguì, per conseguenza, le vicende.
Solo quando il Marchese di Roccella e Principe di Maletto Francesco Spatafora Crisafi vendette, con atti 15 febbraio 1628 e 8 marzo 1631, questa porzione del marchesato di Roccella a Sebastiano Pagano, essa divenne un ente a se stante e costituì una distinta signoria.
Nell'atto 15 febbraio 1628 i feudi che da Spatafora passavano a Pagano assunsero il nome di Santa Domenica e Porritto.
Nell'atto integrativo dell' 8 marzo 1631 vi si aggiungono i feudi Pozzoleo, Juncarà Soprano con tenuta Villano.
Da quell'epoca in poi col feudo di Santa Domenica vanno congiunti inseparabilmente i feudi già nominati (Porritto, Pozzoleo, Juncarà Soprano con tenuta Villano), che a poco a poco entrano tutti nella generale denominazione di feudi di Santa Domenica.
Anche oggi essi costituiscono il nucleo principale del territorio di Santa Domenica, a cui furono aggiunti, dopo il 1812 in applicazione della nuova legge amministrativa,gli ex feudi Pensicata e Juncarà Sottano, restandone fuori altri, che pure per quella legge, dovevano farne parte.
La denominazione Santa Domenica si trova già nell'atto del 1628, non avendo materiale e notizie storiche al riguardo bisogna rifarci a ragioni di tempo e di ambiente che, anche non dandoci molta certezza, tuttavia possono approssimativamente darci una spiegazione del fatto.
Il Mandalari nei "Ricordi di Sicilia Randazzo"; Mons. Pio Giardina in "Cenni storici su Santa Domenica Vittoria Messina"; A. Gemmellaro in "Santa Domenica Vergine e Martire Patrona di Santa Domenica Vittoria Messina", ci tramandano quanto segue: una Vergine nei tempi del Cristianesimo primitivo, cessate le persecuzioni, quando i primi credenti potevano trovare la felicità nella preghiera e nella meditazione, per fuggire il mondo e le insidie degli ammiratori si nascose in quella contrada, in una grotta, vivendo d' erbe e di ghiande, traendo sollievo dalle freschissime acque correnti, assorta nel suo ideale religioso.
Si chiamava Domenica, da qui il nome della contrada. Ritrovata dopo molto tempo e molti pericoli non volle ritornare dai parenti anzi, si racconta che si sia recata a pregare in un luogo anche più lontano, a sinistra del Simeto, presso Adrano, dove morì richiamando su di se, per i prodigi operati, l'attenzione e la pietà dei fedeli.
Santa Domenica Vittoria è un centro siciliano di origine feudale.
Le più antiche memorie si legano al possesso che ne ebbero gli Spadafora dai Baroni di Maletto nel secolo XIV, ai quali fu data Roccella per il cambio che avevano fatto di un altro feudo da essi volontariamente ceduto.
E' in tal modo che Santa Domenica da Randazzo passò al feudo di Roccella in Valdemone alle falde settentrionali dell'Etna.
Gli abitanti di Santa Domenica vennero quindi aggregati alla giurisdizione parrocchiale di Roccella e poi anche al suo municipio.
Determinato il dominio feudale sulla contrada, in quel tempo il paese cominciò veramente a popolarsi ed a ingrandirsi: da tutti i paeselli circostanti, dell'una e dell'altra parte del fiume, andavano qui, a poco a poco a nascondersi, come in casa loro, tra quei boschi ricchi d'acque correnti purissime, i ribelli e gli insofferenti dei vincoli e delle leggi sociali.
I perseguitati dalla giustizia dei giovani governi locali andarono là, con la loro roba, con le loro famiglie, sfidando l'ira e la vendetta dei nemici.
La contrada, in tal modo, divenne un asilo di diseredati e a codesto asilo diedero forma legittima e quasi legale i principi di Villafranca, ai quali il territorio poi appartenne.
Essi trassero buon partito economico da quella immigrazione d'origine equivoca, quasi sempre in conseguenza di qualche delitto.
Gli Alliata, che qui non abitarono, lasciarono entrare nel territorio tutti i perseguitati dalla giustizia, e poi con molte concessioni li indussero, contrariamente a quanto aveva ordinato Carlo V dopo il suo viaggio in Sicilia, a prendere qui stabile dimora, dando stimoli ed aiuti.
Donna Vittoria Di Giovanni Alliata li volle poi sottrarre anche alla giurisdizione ecclesiastica di Roccella, ottenendo nel 1776 che la chiesetta di Santa Domenica fosse dichiarata Parrocchia.
Questa è la prima memoria notevole del luogo e spiega l'indicazione di Vittoria, data nel 1864, ed aggiunta al nome primitivo della contrada.
Donna Vittoria Di Giovanni Alliata, oltre a fondare la parrocchia e a dotarla con tutte le forme canoniche, istituì parecchi legati pii in favore delle orfane di entrambi i genitori, o del padre, da pagarsi appena contratto matrimonio; concesse sussidi ed aiuti per la festa del luogo, ed in favore dell'ospedale di Randazzo e della parrocchia di Gesù e Maria delle Trombe di Messina.
Donna pia e caritatevole, impresse e lasciò tracce profonde nella tradizione popolare, tanto da poter essere ancora considerata come il genio tutelare e protettore del nascente borgo. Agli Alliata, dunque, tutto il merito delle origini di questa cittadina siciliana.
Gli Alliata erano venuti in Sicilia nel secolo XIV ed avevano acquistato molti feudi,dominando da Villafranca, che era la loro fortezza, riedificata per opera loro alla fine del secolo XV: da lì dunque essi proteggevano i rifugiati in Santa Domenica.
Nonostante codesta protezione, tacita e sottintesa, degli Alliata, e dell'istituzione della parrocchia, Santa Domenica, negli ultimi anni del secolo XVII, non era ancora diventata un centro notevole, tale da richiamare l'attenzione degli studiosi di storia locale.
Tutte quelle povere famiglie, formate da gente varia, e raccogliticcia, sebbene vivessero insieme, insieme pregassero e insieme riconoscessero il favore ricevuto dai Principi di Villafranca, non si erano ancora fuse e immedesimate tra loro.
Vivevano in maniera semplice e primitiva, intente alla coltura dei campi d'orzo, di segala e di frumento, e alla raccolta delle ghiande, che davano alimento agli animali.


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