SOPRINTENDENZA BCA
DI MESSINA

Territorio provinciale di competenza

Quadro riepilogativo delle attività istituzionali relative al Comune evidenziato sulla mappa

 

 

 

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Taormina

Taormina

Taormina

Comune della provincia di Messina (13,16 Kmq.) adagiato a 204 m. s.l.m. su di un rilievo, lungo la costa ionica, tra Capo S. Andrea e Capo Taormina.
Alle spalle si ergono Monte Tauro, Monte Venere o Veneretta (m. 884). La terrazza taorminese è disposta su due livelli principali, uno intorno a 210 m. s.l.m. che dall’estremità sud, a Porta Catania, continVeduta di Taorminaua anche fra il Colle del Teatro e rupi del Castello, sino ad affacciarsi al versante Nord, Porta Messina; l’altro intorno a 195 m. che, smembrato e appena pronunciato a Sud, si allarga via via sotto il colle del Teatro (piano Bagnoli) e gira poi sottile intorno a questo fino alla chiesa di S. Pancrazio.
Le vicende storiche di Taormina sono state da sempre intimamente collegate alla sua posizione geografica di cerniera tra il sistema collinare a pettine del versante ionico dei Peloritani e la piana che si estende dalla foce dell’Alcantara verso meridione.
L’antica Tauromenium fu occupata dai Siculi, nel 403 a.C., accolse i profughi della vicina Naxos distrutta da Dionisio, tiranno di Siracusa e poi liberata da Andromaco nel 358 a.C.
Le principali vestigia della Tauromenion greca furono principalmente resti di templi.
Nella prima fase del periodo romano Taormina ebbe il rango di “civitas foederata”, ma la città fu in seguito declassata a colonia da Ottaviano che in questo modo la puniva per aver patteggiato a favore del suo rivale Sesto Pompeo. In tali anni il nucleo urbano si ingrandì ulteriormente occupando l’intero terrazzamento che oggi costituisce la città moderna.
Sorsero anche numerose opere pubbliche di ingenti dimensioni, ne sono testimonianza: i resti del teatro, l’Odeon, il Foro, la Naumachia, l’acquedotto e mura di fortificazione che, nell’anello più esterno, presentano addossate varie tombe.
Isola BellaNel Medioevo seguì la sorte della Sicilia bizantina e, alla fine del 9° sec. fu capitale, attraversando così un’età florida. In questo periodo venne costruita la cattedrale e la città conobbe una forte espansione urbanistica. Appartengono a quest’epoca una serie di tombe a camera sotto il colle del teatro.
Nel 902 fu conquistata dagli arabi che si interessarono ad operare una serie di riparazioni delle strutture difensive esistenti, come le due cinte murarie di origine romana e il consolidamento della roccaforte sul monte Tauro e la torre costruita sui resti del foro che costituisce il nucleo originario di Palazzo Corvaja.
Successivamente i Normanni costruirono un terzo elemento murario di fortificazione, interno ai due anelli esistenti, che dalla Rocca scende fino all’attuale piazza IX Aprile sulla quale si apre la porta di Mezzo sovrastata dalla torre dell’Orologio. Nel XVI sec. la città ebbe una forte spinta urbana espansionistica, favorita da un discreto incremento economico, determinato dalla lavorazione dello zucchero di canna.
Aderì alla rivolta dei Vespri siciliani appoggiando gli Aragonesi. Nel 1675 in occasione della rivolta di Messina fu occupata dai Francesi; in età moderna si succedono le dominazioni dei Savoia e degli Asburgo, fino alla riconquista da parte degli Spagnoli nel 1734, con la dinastia dei Borbone.
Nel 1943 subì, durante la seconda guerra mondiale, violente incursioni aeree.
Grazie alla sua ricca storia e alle vestigia che sono rimaste sul territorio, Taormina diviene meta turistica conosciuta in tutto il mondo.


Beni Architettonici

U.O. 3

Palazzo Sgroi- Caprino

Epoca: Secolo XVII
Comune: Taormina
Ubicazione: Corso Umberto I
Autore: Ignoto
Proprietà: Privata
Vincolo : Not.364/09 del 22/07/1914

Il palazzo è stato edificato intorno alla metà del XVII secolo dal nobile Leonardo Sgroi e successivamente ingrandito dai discendenti nel XIX secolo.
Il palazzo al primo piano è simmetrico rispetto ad un asse centrale costituito da un balcone monumentale, sostenuto da quattro cagnoli in pietra lavorata. L'apertura ha una cornice con paraste che sorreggono un ampio frontale curvo che interrompe la monotonia di una cornice rettilinea. Le altre quattro aperture, due per lato rispetto all'asse di simmettria costituito dal balcone monumentale, sono dei finti balconi a petto e le finestre hanno una cornice meno decorata rispetto a quella centrale.
Al piano terra, in corrispondenza delle cinque bucature del piano superiore, ci sono altrettante porte ma si presentano di stili totalmente diversi l'una dall'altra e quella più monumentale, ad arco, non si trova nella mezzeria, in corrispondenza del balcone monumentale. bensì all'estrema destra del prospetto.


 

Beni Paesaggistici

U.O. 4

Il territorio del Comune di Taormina presenta aspetti paesaggistici abbastanza variegati. Al suo interno ritroviamo, infatti, sia aree collinari sia aree di pianura interne, solcate da fiumi e torrenti, che si estendono fino alla costa ionica. Dalla linea costiera si erigono promontori e falesie o, al contrario, basse spiagge ciottolose, che si prolungano sul mare con numerosi scogli e vari isolotti, tra i quali il più noto è quello di Isola Bella.
Il sito collinare è quello su cui si è stratificato il centro abitato in quanto posto su una terrazza naturale, il monte Tauro, che ne ha consentito la nascita con l'antico ruolo di città-fortezza. La storia del suo insediamento risale ai Greci, che ne hanno lasciato tracce evidenti, consolidatasi in età romana col tracciato della via Consolare Valeria (l'attuale Corso Umberto). Il paesaggio naturale dell'originario altipiano è stato così più volte rimodellato tramite la costruzione di imponenti mura di cinta a difesa del sito urbano, che si andava espandendo da nord verso sud durante le varie dominazioni nel corso dei secoli, quali furono quelle bizantine, arabe e poi normanne, per arrivare ad occupare, durante il '500, tutte le aree libere rimanenti.
I paesaggi di pianura, concentrati nella piana alluvionale di Trappitello, sono caratterizzati da colture agrarie, in prevalenza agrumeti ed oliveti, ma le aree coltivate risultano aggredite dalla recente espansione edilizia delle antiche frazioni.
Prima dell'unità d'Italia, il paesaggio costiero è stato stravolto dai nuovi assi viari, che collegavano la cittadina con Messina, e poi dalla strada rotabile che da Capo Taormina si arrampica tuttora fino all'ingresso del suo centro storico. A questi si aggiunse il tracciato ferroviario ed, in tempi recenti la doppia carreggiata autostradale, in parte in galleria.
Tuttavia le peculiarità paesaggistiche ed ambientali che ancora si conservano, e la posizione del sito da cui si aprono numerose ed ampie visuali, hanno condotto alla formulazione di un vincolo di notevole interesse pubblico, esteso all'intero territorio comunale, effettuato con il D.P.R.S. 11/11/67, che escludeva le sole aree del demanio marittimo. In seguito è sopraggiunta la L. 431 del 1985, che ha esteso, in linea generale, i vincoli paesaggistici anche a tutti i territori costieri per una profondità di 300 metri dalla battigia. In particolare l'Isola Bella è stata poi dichiarata anche Riserva Naturale Orientata con decreto regionale.
Il Comune di Taormina, infine, rientra all'interno del Piano Paesaggistico Ambito 9 già adottato con D,D.G. n. 8470/09; nello specifico, il suo territorio ricade nel Paesaggio Locale 4 individuato nella Normativa dello stesso Piano.


Beni Demoetnoantropologici

U.O. 4

Il Museo Siciliano di Arti e Tradizioni Popolari

Abbandonata la sede di Palazzo Corvaja, che per prima ha ospitato il “Museo di arte e tradizioni popolari” sin dalla sua istituzione, nel dicembre del 1997 e nato da una riuscita sinergia tra amministrazione pubblica e privati, la prestigiosa raccolta di beni di interesse etnoantropologico appartenuti all'antiquario/collezionista Giovanni Panarello, è stata trasferita nel 2015 nell’altrettanto rilevante sede dell’ex Chiesa di San Francesco di Paola, a seguito di un progetto approvato dalla Soprintendenza di Messina. Il prezioso patrimonio di beni artistici ed etnoantropologici è stato trasferito e ricollocato nella nuova sede sotto l’alta sorveglianza e direzione della Soprintendenza di Messina. La collezione, che è costituita da un diversificato patrimonio oggettuale di beni d'uso comune, strumenti di lavoro, costumi, reperti devozionali, elementi di arte popolare, statue di santi, ecc., documenti residui di una società agro pastorale ormai scomparsa, con rilevante valenza testimoniale ed identitaria dell'intera comunità siciliana.
Il percorso espositivo ha dovuto tenere in conto della peculiarità del nuovo spazio che si compone di un unico grande ambiente con una sola navata a sinistra separata da una fila di colonne. Tutti gli etnoreperti, suddivisi per aree tematiche, sono stati collocati lungo le pareti perimetrali, entro teche e su piedistalli, mentre nella zona centrale si è creato, lungo le colonne, una sorta di sbarramento obbligato posizionando spalla con spalla le alte vetrine provenienti dal vecchio allestimento. Si è cosi realizzato un tragitto da seguire attraverso la storia della nostra civiltà. Tra gli altri reperti, all’interno del museo il visitatore potrà osservare: una serie di piatti di ceramica produzione di Vietri sul mare; una serie di vasi prosopomorfi risalenti al XIX secolo; attrezzi di cultura materiale, sculture lignee devozionali, ex voto in argento, elementi del carretto siciliano, pupi e cartelloni dell'opera dei pupi, costumi tradizionali, oggetti di arte pastorale; numerose tavolette votive, riproduzioni di ex voto lignei di area etnea risalenti alla fine dell’800 ed opera del pittore di carretti Raimondo Russo; arricchiscono la raccolta numerosi presepi in cera, conservati in scarabattole, risalenti al XVIII e XIX secolo. Completano il museo numerose e preziose tele dipinte ad olio di interesse storico artistico. Tutti i reperti esposti sono stati censiti e catalogati dalla Soprintendenza di Messina e sottoposti a tutela con D.A. 3761 del 29/12/1990 e D.A. 2594 del 10/08/1991.


Beni Bibliografici

U.O. 6

Sistema Bibliotecario SBR/Polo di Messina
Biblioteca Comunale di Taormina
informatizzazione servizi della Biblioteca
Volumi posseduti: L. Antico n° 4.215 L. Moderno n° 27.685  Totale n° 31.900 
Cataloghi cartacei: Per Autore e per Soggetto
Cataloghi automatizzati: Libro moderno e Libro antico  
Fondi storici: Fondo Antico, Fondi Inglesi, Francesi e Tedeschi
Sezioni speciali: Sezione Sicilia, Sezione Ragazzi, Sezione Arte, Sezione Saggistica, Sezione Narrativa, Sezione Storia, Sezione Enciclopedie
Altro: Edizioni del 500, del 600, del 700 e 800
Informatizzazione: Dal 2005 la Biblioteca,  a seguito di specifica richiesta di adesione, è stata inserita nel progetto di informatizzazione del SBR/Polo di Messina. E’ stata pertanto avviata la catalogazione informatizzata del libro antico a cura dei catalogatori di libro antico della Soprintendenza di Messina, mentre la catalogazione informatizzata del libro moderno è stata affidata al personale della Biblioteca, istruito all’uso del software e degli standard di catalogazione applicati dal Polo bibliotecario mediante corsi di qualificazione professionale e sessioni di istruzione periodiche organizzate dall’U.O. Beni Bibliografici ed Archivistici della Soprintendenza di Messina.
Dal 2016 la biblioteca partecipa insieme al Sistema bibliotecario al catalogo nazionale del S.B.N. (Servizio Bibliotecario Nazionale)
Volumi catalogati on-line (al 31/12/2017) presenti nell’OPAC del Sistema bibliotecario SBR/Polo di Messina: Libro Moderno: 9.715 - Libro Antico: 855 - Totale 10.570

Operatori abilitati: D’Agostino, Stracuzzi
Consultazione:
- in sede: cataloghi cartacei e on-line
- on-line: dal sito: www.sbrmessina.it  cliccando sulla voce OPAC
oppure all’indirizzo: http://provinciamessina.sebina.it/SebinaOpacMES/Opac

 

LA STORIA
La biblioteca Comunale di S. Agostino si affaccia sulla Piazza IX aprile. Venne fondata nel 1933 in un edificio quattrocentesco, l'ex chiesa-convento degli Eremiti di S. Agostino.
Il nucleo originario dell'edificio è costituito dalla chiesa fatta edificare nel 1486 dai taorminesi in onore di S. Sebastiano, come ringraziamento a seguito dello scampato pericolo della città ad una pestilenza che infieriva su tutta la Sicilia. Nel 1530 la chiesa venne donata all'Ordine degli Eremiti di S. Agostino, che vi costruì un secondo nucleo adibendolo a convento.
Dal punto di vista architettonico l'edificio si ispira allo stile tardo-gotico siciliano.
Nei primi del 900, in seguito all'emanazione della "Legge Crispi", che statuiva il controllo da parte dello Stato sulle "Opere Pie", chiesa e convento vennero espropriati ed acquisiti al patrimonio comunale.
Nell'anno 1933 la chiesa fu destinata a diventare la sede della Biblioteca, per ospitare il patrimonio librario degli ex conventi di S. Agostino, S. Domenico e una parte di quello dei Cappuccini.
Nel 1981 l'intero edificio venne restaurato e, dal 1985, utilizzato come biblioteca e sala polivalente.
La parte destinata al pubblico è composta da due ampie sale con una estensione di circa 300 mq; nella ex chiesa,  oggi denominata "Sala del Fondo Antico Giovanni Di Giovanni" in onore dello storico e filosofo taorminese, si può ancora ammirare l'abside della chiesa ed un soffitto ligneo a capriate con travi ornate da mensole.
La seconda sala, adibita a sala di lettura, gode di una splendida vista sul mare ed ha anch'essa un magnifico soffitto ligneo sostenuto da travi e da un "monaco" centrale ad ombrello; alle pareti si possono ammirare delle pennellature dipinte raffiguranti leoni alati ed aquile.
La Biblioteca possiede un patrimonio librario di circa 25.000 volumi ed una videoteca.
Una sezione particolarmente curata è quella riservata ai libri sulla Sicilia, che comprende 2.270 volumi; altre sezioni sono dedicate alla saggistica, al settore enciclopedico, alla narrativa ed alla sezione ragazzi.
Di notevole interesse è il "fondo stranieri", composto da circa 5.000 volumi in lingua inglese, francese e tedesca, quasi tutti datati fine ottocento - primi novecento, che all'interno recano numerose note manoscritte di famosi stranieri che, dopo aver soggiornato a Taormina, hanno contribuito alla sua affermazione turistica nel mondo. Particolare rilevanza assume il fondo antico, composto da oltre 2.600 volumi di teologia, filosofia e scienze; tra questi figurano opere di particolare pregio, quali 14 manoscritti, 16 incunabuli, 1 testo arabo antico ed oltre 300 volumi editi nel 1500.


•La serie di fascicoli dell'Archivio storico della Soprintendenza di Messina, riguardanti i beni architettonici di Taormina, è costituita da 73 fascicoli relativi alla tutela dei beni monumentali quali il Teatro antico, palazzo Corvaja o il palazzo dei Duchi di S. Stefano, e sono datati a partire dalla fine dell'Ottocento. Sono inoltre documentati alla fine del medesimo secolo diversi ritrovamenti archeologici in proprietà privata, come capitelli, statuette, tombe, lapidi e pavimenti a mosaico.
Le pratiche prodotte nello svolgimento dell'attività istituzionale per la “protezione delle bellezze naturali”, fin dalla fine degli anni Venti del Novecento, offrono numerose notizie sul rispetto della normativa nei progetti per l'impianto di lidi balneari, per l'edilizia pubblica e privata, tanto di edifici di civile abitazione, come le ville, quanto per complessi turistico-alberghieri.
È possibile consultare l'Archivio nei giorni e negli orari di ricevimento al pubblico e su appuntamento con il personale catalogatore addetto, previa autorizzazione scritta del Dirigente Responsabile.


SOPRINTENDENZA PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI DI MESSINA

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