Unità Operativa 4 - Dirigente Responsabile arch. Maria Mercurio

Beni Paesaggistici e Demoetnoantropologici

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ORGANIGRAMMA


Beni Paesaggistici

L'Unità Operativa 4 si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale costituito dai beni paesaggistici presenti sul territorio della Provincia di Messina, i quali sono sottoposti a vincolo ai sensi dell'art. 142 del D. Lgs. 42/04 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio): coste marine, sponde lacustri e fluviali, boschi, etc... , con esclusione delle zone A e B del PRG tali al 1985.
Altra forma di vincolo, per la quale ricorre la competenza della U.O. rivolta alla tutela, è quella discendente da particolari forme giuridiche, quali decreti assessoriali, tramite i quali sono tutelate aree vaste in quanto ritenute di notevole interesse pubblico; in tale caso, però, i beni ivi contenuti, definiti come componenti del paesaggio, assumono diverse notazioni in base alle proprie peculiari caratteristiche, ma tutti concorrono, tramite le loro interrelazioni, a formare una precisa identità. Vi si ritrovano, infatti, sia beni culturali che rivestono ancora un carattere in prevalenza naturale e naturalistico, sia beni sottoposti all'attività antropica, tramite la quale sono stati modellati i paesaggi agrari ed i centri abitati nonché i nuclei di interesse storico-artistico.
Da alcuni anni, al fine di dare adempimento a quanto disposto dall'art. 143 del D. L.vo n° 42 del 22/01/04, l'Unità Operativa Beni Paesaggistici ha avviato le procedure finalizzate alla redazione dei Piani d'Ambito, discendenti dalle Linee Guida Piano Territoriale Paesistico Regionale approvate con Decreto Assessoriale n. 6080 del 21/05/1999, rivolti alla conoscenza, alla salvaguardia ed alla gestione dei valori culturali espressi all'interno del territorio provinciale.
Ai sensi degli artt. 143 e 145 del citato Codice dei Beni Culturali, le previsioni dei piani paesaggistici, a far data dalla loro approvazione, non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei Comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli stessi strumenti, che pertanto dovranno essere adeguati.
Il territorio della provincia di Messina è interessato dal Piano Ambito 9 e dal Piano Ambito 8.

 

P.P. AMBITO 9

Il Piano Paesaggistico Ambito 9 è stato approvato con D.A. n. 6682 del 29/12/2016 e pubblicato nel supp. ord. n. 2 alla G.U.R.S. n. 13 del 31/03/2017.
La documentazione relativa al suddetto Piano, al fine della sua pubblicazione all'Albo Pretorio, è stata trasmessa ai seguenti Comuni, il cui territorio è interessato dallo stesso Piano: Alì, Alì Terme, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Condrò, Falcone, Ficarra, Fiumedinisi, Fondachelli Fantina, Forza d'Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Letojanni, Librizzi, Limina, Mandanici, Mazzarà Sant'Andrea, Merì, Messina, Milazzo, Monforte S. Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Piraino, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Rodì Milici, Rometta, S. Filippo del Mela, San Pier Niceto, San Piero Patti, Sant'Alessio Siculo, Sant'Angelo di Brolo, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena.
Il Piano si compone delle Norme di Attuazione e delle cartografie, che individuano nel territorio n. 13 Paesaggi Locali, a cui fanne riferimento le stesse Norme.

 

 


Il Piano è consultabile dal seguente indirizzo del Dipartimento

http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/bca/ptpr/documentazioneTecnicaMessina.html

o sul Geoportale SITR della Regione Siciliana
http://www.sitr.regione.sicilia.it/geoportale/it/Home/GeoViewer?resourceLocatorId=2059

P.P. AMBITO 8

Il Piano Paesaggistico Ambito 8 è ancora in fase di redazione ed interessa il territorio dei seguenti Comuni: Acquedolci, Alcara li Fusi, Capizzi, Capo d'Orlando, Caprileone, Caronia, Castel di Lucio, Castell'umberto, Cesarò, Floresta, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Malvagna, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Mojo Alcantara, Motta D'Affermo, Naso, Pettineo, Raccuja, Reitano, Roccella Valdemone, San Fratello, San Marco D'Alunzio, S. Salvatore di Fitalia, San Teodoro, Sant' Agata di Militello, Santa Domenica Vittoria, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tusa, Ucria.

DOCUMENTI SCARICABILI

Circolare n.9 del 30-06-17 Interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica istruzioni

D.P. n. 31 del 13-02-17 -G.U. n. 68 del 22-03-17

Decreto 3000_2017 _D.P.R.31_2017

Istanza procedimento semplificato

Relazione paesaggistica semplificata


 

Beni Demoetnoantropologici

L'attività si concretizza nei compiti istituzionali di conoscenza, tutela, conservazione, valorizzazione e pubblica fruizione del patrimonio demo-etno-antropologico della provincia di Messina: concorrono al raggiungimento di tali obiettivi le attività di conoscenza, studio, ricerca scientifica, catalogazione e le dichiarazioni d'interesse ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Dall'istituzione si è cercato di condurre l'attività scientifica attraverso uno studio antropologico dell'universo tradizionale popolare, della cultura popolare siciliana in genere, delle diverse strategie di plasmazione del territorio, degli scarsi segni ancora rilevabili, testimonianze demo-etno-antropologiche sopravvissute alla omologante modernità che cancella e distrugge qualsiasi forma di specificità.
Studio e metodologie delle discipline demo-etno-antropologiche, sono relativamente recenti. Secondo un retaggio ottocentesco, i beni etnoantropologici venivano considerati beni archeologici recenti o storico-artistici minori. Oggi invece sono riconosciuti, sia in dottrina che dalla legislazione, quali beni culturali a sé stanti alla stessa stregua di tutti gli altri.
Il patrimonio oggetto di indagine è costituito da due grandi categorie: i beni materiali e i beni immateriali.
Alla prima afferiscono due sottogruppi: i beni mobili, ovvero manufatti di uso comune: attrezzi da lavoro, ceramiche, suppellettili domestiche e quelli connessi ai cicli lavorativi e produttivi: olio, vino, grano, latte e caseificazione; beni che testimoniano le attività quotidiane: pesca, caccia, allevamento, lavorazione del legno, del ferro, della ceramica, filatura, tessitura, produzione del carbone, beni di consumo; beni connessi alla sfera cerimoniale e rituale: ex voto, statuaria votiva, fercoli processionali, vare, costumi tradizionali; beni connessi alla sfera teatrale: pupi, cartelloni, fondali di scena; beni connessi al trasporto e alla mobilità: carretti, calessi, carri; beni alimentari: cucina e gastronomia tradizionale.
Il secondo sottogruppo, quello dei beni immobili, comprende strutture produttive tradizionali: mulini, palmenti, paratori, senie, frantoi, pozzi, abbeveratoi; impianti di archeologia industriale: miniere, fabbriche di essenze, di birra, estrazione della pomice; strutture connesse alla sacralizzazione del territorio: edicole votive, cappelle, vie crucis; strutture abitative o di architettura spontanea: case, slarghi, ricoveri per pastori, grotte, pagliai, ovili; sistemi viari tradizionali: trazzere, mulattiere.
Alla seconda categoria afferiscono tutti quei beni, non tangibili, che non avendo consistenza fisica sono definiti volatili: credenze, religiosità, saperi.
Non è tuttavia possibile predisporre un elenco esaustivo dei beni demo-etno-antropologici sia per la loro molteplicità e diversità, sia per le difficoltà derivanti dalla loro individuazione: taluni beni materiali non hanno immediata visibilità, né riconoscibilità, sono spesso parte della vita stessa della comunità che li ha espressi e prodotti come d'altronde i beni immateriali, che sono privi di stabile presenza sul territorio e possono manifestarsi solo in occasione di feste o ricorrenze.
Recentemente la dottrina ha aggiunto a tale tipologia di beni le danze, le storie di vita, i giochi e particolare attenzione è stata rivolta al patrimonio fabulatorio, e poetico notevolmente ricco in tutta la Sicilia.
L' unità si occupa anche del REI: Registro delle Eredità Immateriali, Intangible Cultural Heritage, definite così dall'UNESCO; si tratta in particolare di tradizioni orali, espressioni e linguaggi che identificano una comunità. Un'apposita commissione che ha sede a Palermo, formata da studiosi ed etnoantropologi, accoglie o rigetta le istanze che presentate presso  questa U.O.  vengono studiate, istruite e poi, dopo una prima valutazione, trasmesse per l'iscrizione nel Registro.

ELENCO VICOLI DEMOETNOATROPOLOGICI


SOPRINTENDENZA PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI DI MESSINA

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