Area Archeologica dell'antica Apollonia - San Fratello

La cittadina di San Fratello sorge a un’altitudine di metri 675 su un promontorio che si erge tra le vallate dei torrenti Inganno a oriente e Furiano a occidente.
Il paese di San Frareu (San Filadelfo) nasce ufficialmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo per volontà della Contessa Adelaide di Monferrato, moglie di Ruggero I, che vi insediò gruppi di Lombardi, Piemontesi e Provenzali, i quali mantennero nel tempo costumi e lingua propri, tutt’oggi conservati. I Normanni costruirono una cittadina fortificata, dotata di un castello, il Castrum Philadelphi, ma purtroppo del tessuto urbano medievale poco è rimasto, in gran parte distrutto da una frana che nel 1922 portò alla fondazione della moderna Acquedolci.
L’antica Apollonia sorgeva circa due chilometri a Nord-Est del paese attuale, sulla sommità pianeggiante del massiccio montuoso di Monte Vecchio, a un’altezza di mt. 718 s.l.m., in posizione dominante e strategica.
Diodoro Siculo narra che la città, sottomessa al tiranno di Engyon Leptine, fu liberata da Timoleonte nel 342 a.C. e distrutta nel 307 a.C. da Agatocle, tiranno di Siracusa, di ritorno dalla Libia. Cicerone ricorda la civitas Apolloniensis, vessata delle decime imposte da Verre. Anche Stefano Bizantino menziona Apollonia, localizzandola tra Halontion e Kalè Akté.
A descrivere le antiche rovine esistenti su un monte non distante dal centro di “S. Filadelfo” sono già gli storici del XVI secolo, ma sia Fazello che Cluverio identificano in esse i resti di Haluntium (San Marco d’Alunzio). La corretta ubicazione dell’antica Apollonia su Monte Vecchio è legata alla ricerca archeologica moderna, ovvero ai rinvenimenti di Antonino Salinas alla fine dell’ottocento, alle ricognizioni promosse dagli anni ’60 del secolo scorso dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa con Luigi Bernabò Brea e alle campagne di scavo sistematico effettuate dalla Soprintendenza BB.CC.AA di Messina tra il 2003 e il 2005 (POR Sicilia 2000-2006).
Queste ultime esplorazioni hanno permesso di indagare per la prima volta ampi lembi dell’impianto urbano della città antica, limitatamente al settore più elevato, corrispondente all’acropoli. I sette saggi di scavo effettuati sono stati condotti sia lungo la strada di accesso al sito (saggi A, B, F), che sul versante settentrionale del pianoro (saggi C, D, E, G).
Sono state isolate più fasi abitative: la prima, di prima età ellenistica (fine IV - prima metà III sec. a.C.), conclusasi con la distruzione da parte di Agatocle; la seconda, di età romana (II sec. a.C. - I sec. d.C.); la terza, d’epoca normanno–sveva (tra i regni di Ruggero II e Guglielmo I) legata alla fondazione intorno al 1100 del Santuario dei Santi Fratelli e alla riorganizzazione dei monasteri basiliani e dei terreni agricoli circostanti.
La data di fondazione della città trova conferma in una rara emissione monetale in bronzo, di zecca locale, recante i tipi Testa di Artemide/Apollo stante con lira, attribuita al III sec. a.C.
I settori dell'acropoli interessati dai saggi hanno rivelato un piano urbanistico regolare, strutturato con isolati rettangolari (insulae) separati da vie ortogonali (stenopoi) e, come in tutti i siti d’altura, condizionato dall'orografia dei luoghi e quindi terrazzato. Sono stati identificati numerosi tratti del muro di fortificazione, datato al III secolo a.C., costruito con due cortine di blocchi calcarei e riempimento interno (èmplekton), munito di due torri a Sud-Ovest e di tre porte, servite da scalinate intagliate nella roccia. Si ritiene che l'attuale strada di accesso ricalchi l'antica plateia greca e il decumanus d’età romana. Gli scavi hanno riportato alla luce porzioni più o meno estese di case di età ellenistico-romana, con ambienti a destinazione residenziale (saggi A, B, C, G), che conservano significativi rivestimenti pavimentali in opus signinum, e vani d’uso commerciale, con funzione di botteghe o di magazzini (saggio E). Molti ambienti furono riutilizzati in età medievale, secondo le nuove esigenze abitative. L'approvvigionamento idrico era assicurato da una grande cisterna in muratura, a pianta rettangolare, in luce sul lato nord-est del pianoro.
La necropoli antica non è stata ancora indagata in modo sistematico; l'ipotesi che la sua ubicazione fosse ai piedi del monte è avvalorata dalle notizie riportate dal Salinas sul rinvenimento di terrecotte e altri oggetti in località “della Grazia”, presso l'attuale cimitero.

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