Villa Romana di contrada San Biagio - Terme Vigliatore

La villa di c.da S. Biagio, collocata a circa 2 km. dal mare, delimitata a nord dalla via Valeria e a sud da una formazione collinare che costituisce l'estrema propaggine dei monti Peloritani, occupa un posto di particolare rilievo nell'ambito delle conoscenze della Sicilia di età romana, in quanto si tratta di uno dei pochi complessi residenziali risalenti alla tarda età ellenistica.
Il complesso archeologico si segnala anche per lo sviluppo planimetrico e apparato decorativo che include pavimenti musivi (di tipo geometrico e figurati) e lembi della originaria decorazione parietale.
Le prime indagini archeologiche della villa vennero condotte agli inizi degli anni cinquanta nell'ambito del programma di conoscenza e valorizzazione dei più importanti siti archeologici della provincia di Messina portato avanti da Luigi Bernabò Brea, Soprintendente alle Antichità della Sicilia Orientale. Le ricerche, dirette da Vinicio Gentili, riportarono alla luce la maggior parte del complesso quale oggi è noto, con l'individuazione della residenza padronale, il complesso termale privato e le strutture di servizio. Nel 1966, venne allestito uno spazio espositivo recentemente riaperto in forma di sala didattica. Agli inizi degli anni sessanta si realizzarono le strutture protettive ancora oggi funzionali alla salvaguardia dei pavimenti musivi e dei lembi di pittura parietale. La posa in opera delle coperture comportò consistenti interventi di ricostruzione degli alzati originari. La ricostruzione, resa possibile dalla solidità delle murature, permise di alleggerire la struttura portante della copertura e consentì il recupero della volumetria degli ambienti antichi.
Ulteriori interventi di scavo vennero eseguiti a metà degli anni settanta, dalla Soprintendenza di Siracusa, e alla fine degli anni novanta, dopo il passaggio delle competenze alla Soprintendenza di Messina. Tra il 2003 e il 2004, grazie ai fondi dell'Unione Europea (POR 2000-2006) è stato possibile avviare un più organico progetto di studio e valorizzazione del complesso archeologico.
Già il primo scopritore evidenziò l'importanza del complesso ricadente nel territorio di Tyndaris, città particolarmente florida in età ellenistica.
La villa, sorta inizialmente come villa padronale di un personaggio di rango, durante la media età imperiale, con la costruzione degli ambienti rustici, avrebbe assunto la “funzione di centro di un latifondo”.
L'edificio presenta una forma pressoché quadrata di m. 40.40 x 41.15 (superficie mq 1.662,40), orientata in senso NE-SW, con un vasto peristilio (m 24.05 x 19.15) nel settore nord.
Le murature della prima fase dell'impianto, alla quale è possibile attribuire almeno sette vani,sono realizzate in opera quadrata pseudo-isodoma costituita da blocchi diatoni di calcarenite posti di taglio su assise regolari. L'ingresso doveva aprirsi sul lato nord. Non rimane traccia dell'apparato decorativo. Alcuni resti murari su lato ovest del corpo centrale testimoniano la presenza, già nella prima fase, di strutture connesse alla conduzione e alla vita della villa.
In età augustea venne apportato un sostanziale intervento di ampliamento e ristrutturazione dei vani. Fulcro del complesso continua ad essere il peristilio. L'ingresso della villa si apre sul lato nord del corpo centrale, affiancato da ambienti funzionali all'accoglienza degli ospiti. Sul lato sud una grande sala tricliniare è collegata a due coppie di vani verosimilmente da interpretare come appartamenti della domina e del dominus. Il rinvenimento di alcune strutture all'esterno del corpo centrale della villa permettono di definire le dimensioni di due ali laterali che dovevano ospitare, a est il quartiere servile, ad ovest un ambiente termale, completato nel I sec. d.C.
Agli inizi del II sec. d.C. ed alla fine dello stesso secolo si datano ampliamenti dell'impianto termale e modifiche strutturali e decorative del complesso abitativo con la demolizione degli ambientiservili e la costruzione di un ambiente di lavorazione. Di grande interesse è la presenza nella villa di numerosi pavimenti in tessellato bianco e nero, in particolare l'unico mosaico figurato con scena di pesca.
Le ultime modifiche, con la realizzazione di una fontana a piedistallo nel peristilio e la sostituzione della vasca del frigidarium con una vasca absidata, si datano a partire dal IV sec. d.C.
La villa sembra aver subito una distruzione violenta tra la fine del V e gli inizi del VI sec. d.C.
Dopo un periodo di abbandono una nuova fase di occupazione dell'area è rappresentata da modeste strutture murarie rinvenute nel settore orientale del complesso.
Le tracce di vita più antiche sono testimoniate da frammenti risalenti alla media età del bronzo, rinvenuti durante lo scavo a contatto del substrato sterile di base. Non sono attestati sicuri indizi di occupazione dell'area in età greca, se non pochi reperti databili tra il IV e il III sec. a.C.
Agli inizi del I sec. a.C. si data la fornace per la produzione di ceramica a vernice rossa interna rinvenuta nell'area dell'aiuola sud-ovest del peristilio; dopo questa data può essere collocata la costruzione della villa.

Importanti evidenze archeologiche si attestano nel territorio circostante. Nel 2001, in occasione dei lavori di raddoppio della linea ferrata Messina-Palermo, sono stati condotti una serie di accertamenti nel terrazzo a monte della villa. Le ricerche, portate avanti con fondi delle FF.SS., hanno interessato un settore di m. 40x8, all'interno del quale è stato individuato, a notevole profondità, il lembo di un insediamento preistorico. Lo scavo ha messo in luce quattro capanne a pianta ovale, prive di delimitazione in pietre, dalle quali proviene una ingente quantità di reperti ceramici che consentono di attribuire l'insediamento ad un momento maturo dell'età del bronzo medio e alla cultura di Thapsos -Milazzese, da ricollegare alle tracce di vita più antiche individuate nell'area della villa.

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Villa Romana di San Biagio – Via Nazionale, 3. Località San Biagio – Terme Vigliatore (ME)
Tel. 090/9740488

Orari ingresso : Da ottobre a maggio solo i giorni feriali dalle ore 9.00 a un’ora prima del tramonto. Da giugno a settembre tutti i giorni dalle ore 9.00/19.00
Ingresso libero

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